Quando maturano gli scatti di colf e badante

Guida completa per capire quando maturano gli scatti di anzianità nel lavoro domestico, da quale data considerarli e come aggiornare il costo del rapporto.

Introduzione

Questa pagina risponde soprattutto a una domanda di tempistica: quando matura lo scatto di anzianità di una colf o di una badante. Non è una guida per calcolarne l’importo: prima si verifica se e da quando lo scatto è maturato, poi si ricostruisce eventualmente la sua base economica.

Il CCNL del lavoro domestico collega ogni scatto a un biennio di servizio presso lo stesso datore di lavoro. La data di assunzione, quindi, è il punto di partenza per individuare il compimento del biennio e la decorrenza dell’aumento.

Qui trovi la regola temporale, i controlli da fare quando il rapporto cambia e gli errori più frequenti. Il procedimento economico resta approfondito nelle pagine dedicate al calcolo.

In sintesi

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Indice della guida

Quando matura il primo scatto di anzianità

Il primo scatto matura per ogni biennio di servizio presso lo stesso datore di lavoro. Il biennio va quindi ricostruito dalla data di inizio del rapporto effettivamente documentata: non è legato all’anno solare e non nasce da una scelta discrezionale della famiglia.

Il CCNL prevede un aumento del 4% sulla retribuzione minima contrattuale. Questa indicazione serve a distinguere la regola dalla retribuzione complessiva, ma qui il punto centrale è temporale: il diritto allo scatto presuppone il compimento del biennio.

La regola riguarda sia la colf sia la badante. Per il quadro generale dei due rapporti puoi consultare gli scatti di anzianità della colf e gli scatti di anzianità della badante.

Come maturano gli scatti successivi

La progressione continua per bienni successivi presso lo stesso datore di lavoro: dopo il primo scatto, occorre verificare il successivo periodo di due anni e così via. Non si tratta di un aumento che si applica ogni anno.

Il CCNL fissa un massimo di sette scatti. In un rapporto di lunga durata è utile annotare data di assunzione, bienni già completati e scatti già inseriti nel prospetto paga, così da evitare omissioni o applicazioni oltre il limite.

La decorrenza pratica dello scatto

Il CCNL chiarisce che il primo scatto matura dal mese successivo a quello in cui si compie il biennio. Per questo non basta individuare la data iniziale: bisogna anche distinguere il mese del compimento da quello nel quale l’aumento decorre.

Esempio temporale
Assunzione il 1° marzo 2024 → biennio completato il 1° marzo 2026 → primo scatto con decorrenza dal mese successivo, aprile 2026.

La data non è quindi automaticamente gennaio. Una scheda del rapporto con data di assunzione, livello, orario e scatti già riconosciuti aiuta a controllare la decorrenza al momento giusto.

Cosa significa “stesso datore di lavoro”

La formulazione dell’articolo 37 è “presso lo stesso datore di lavoro”. Per verificare la maturazione occorre quindi riferirsi al soggetto datore indicato nel rapporto e nella documentazione, senza sostituire automaticamente questa espressione con “stessa famiglia”.

Quando la storia del rapporto non è lineare, la verifica deve partire dai documenti che permettono di ricostruire chi è il datore e da quale data. La pagina non attribuisce effetti automatici a cambi di datore, trasferimenti o altre situazioni non disciplinate qui.

Se cambiano livello, paga o orario

Livello, mansioni, convivenza, orario e componenti della retribuzione sono dati importanti del rapporto e vanno tenuti aggiornati. Il CCNL richiede che le modifiche non occasionali delle condizioni di lavoro siano concordate; documentarle rende più affidabile anche la ricostruzione della cronologia.

Questa pagina non presume che una variazione azzeri o modifichi da sola un biennio: l’articolo 37 individua il criterio del servizio presso lo stesso datore. Se occorre stabilire l’importo dopo una variazione, bisogna ricostruire i dati retributivi applicabili al caso concreto.

Se il rapporto termina prima del biennio

La regola contrattuale collega lo scatto a ogni biennio di servizio. Se il rapporto termina prima del compimento del biennio, quel biennio non è completo. L’articolo 37 consultato non prevede una quota proporzionale dello scatto per un biennio non completato.

In caso di cessazione o di cronologia incerta, è prudente conservare lettera di assunzione, comunicazioni e prospetti paga e verificare il caso concreto senza trasformare lo scatto in una frazione automatica.

Maturazione e calcolo dello scatto sono due cose diverse

La maturazione risponde a “quando nasce il diritto”: data di assunzione, biennio completato, stesso datore, decorrenza dal mese successivo e numero di scatti già maturati. Il calcolo risponde invece a “quanto vale”: richiede livello, minimo contrattuale applicabile e dati retributivi pertinenti.

Per il procedimento economico consulta il calcolo degli scatti della colf oppure il calcolo degli scatti della badante. Per vedere l’applicazione su un caso concreto, consulta un esempio di calcolo degli scatti. Il superminimo non assorbe lo scatto: è una regola distinta dalla verifica del momento in cui esso matura.

Tabella riepilogativa

ControlloPerché serve
Data di assunzioneIndividua il punto di partenza del primo biennio.
Stesso datore di lavoroÈ il criterio indicato dall’articolo 37 del CCNL.
Mese del compimentoLa decorrenza è dal mese successivo.
Scatti già maturatiConsentono di verificare la progressione e il massimo di sette.

Errori frequenti sulla decorrenza

Controllo rapido prima di aggiornare la paga

Calcola il costo reale del rapporto domestico

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Fonti e riferimenti

CCNL lavoro domestico 2025–2028, in particolare gli articoli 6, 34, 35 e 37: dati del rapporto, componenti della retribuzione, minimi contrattuali, scatti biennali, decorrenza, limite massimo e non assorbibilità dal superminimo.

Autore e aggiornamento

Contenuto redatto da Marco Amerighi — consulente del lavoro abilitato.

Aggiornato l’11 agosto 2026.

Contenuto informativo: la verifica concreta dipende dalle caratteristiche e dalla cronologia del singolo rapporto di lavoro.

Domande frequenti

Ogni quanto matura uno scatto di anzianità?

Il CCNL prevede uno scatto per ogni biennio di servizio presso lo stesso datore di lavoro. Non è quindi un aumento annuale né un aumento legato automaticamente all’anno solare.

Da quando decorre il primo scatto?

Il primo scatto matura dal mese successivo a quello in cui si compie il biennio. Prima occorre individuare correttamente la data di assunzione e il mese del compimento.

Quanti scatti possono maturare al massimo?

Il numero massimo previsto dal CCNL è sette. Nei rapporti lunghi è utile controllare gli scatti già riconosciuti nei prospetti paga.

Conta l’anzianità presso lo stesso datore di lavoro?

Sì. L’articolo 37 usa espressamente il criterio del servizio presso lo stesso datore di lavoro; per questo la verifica deve partire dai documenti del rapporto e dal soggetto datore indicato.

Se il rapporto termina prima di due anni matura uno scatto?

Lo scatto è collegato a un biennio di servizio. Se il rapporto termina prima del compimento del biennio, l’articolo 37 consultato non prevede una quota proporzionale dello scatto per il periodo non completato.

Come si calcola l’importo dopo la maturazione?

La maturazione stabilisce quando verificare il diritto; il calcolo economico richiede invece il minimo contrattuale e gli altri dati pertinenti. Per questo è opportuno usare le guide dedicate alla colf o alla badante.

Altre guide utili