In sintesi
Per una badante assunta regolarmente, i contributi INPS sono obbligatori e vengono pagati dal datore con cadenza trimestrale. L’importo non dipende solo dal livello o dallo stipendio netto: contano l’orario, la retribuzione oraria effettiva, il contratto e gli elementi specifici del rapporto di assistenza.
- Fino a 24 ore settimanali si applicano fasce collegate alla retribuzione oraria effettiva.
- Da 25 ore settimanali si applica la tabella INPS oltre 24 ore a tutte le ore retribuite.
- La quota della lavoratrice è trattenuta dal datore, che versa all’INPS il totale.
Cosa sono i contributi INPS della badante
I contributi collegano il rapporto di lavoro domestico alle tutele previdenziali e assicurative. Per una badante non sono una maggiorazione facoltativa dello stipendio, ma un obbligo del rapporto regolare.
Il datore di lavoro domestico effettua il pagamento all’INPS. L’avviso comprende una quota a suo carico e, quando prevista, una quota della badante trattenuta dalla retribuzione. Totale versato, netto in busta e costo della famiglia sono quindi grandezze diverse. La guida generale ai contributi del lavoro domestico tratta le regole comuni; qui il focus è sull’applicazione alla badante.
Retribuzione oraria effettiva e fasce contributive 2026
Le tabelle INPS 2026 distinguono, fino a 24 ore settimanali, tre fasce di contribuzione oraria. La fascia si individua in base alla retribuzione oraria effettiva del rapporto; le tabelle separano inoltre quota datore e quota lavoratrice.
La retribuzione utile non coincide sempre con la sola paga base oraria. Possono rilevare quota di tredicesima e, quando spettano, valori convenzionali di vitto e alloggio: un controllo importante per la badante convivente.
Ore settimanali: fino a 24 ore e da 25 ore
Badante fino a 24 ore settimanali
Fino a 24 ore alla settimana, il contributo è orario e segue la fascia della retribuzione oraria effettiva. Non esiste quindi un importo identico per ogni badante part-time: due rapporti con lo stesso orario possono avere una contribuzione diversa se la retribuzione effettiva ricade in fasce differenti. Per approfondire questa configurazione, consulta i contributi della badante part-time.
Badante da 25 ore settimanali
Con almeno 25 ore settimanali si applica il contributo orario previsto dalla tabella INPS per gli orari oltre 24 ore, per tutte le ore retribuite. Non si applicano le tre fasce collegate alla retribuzione oraria effettiva previste fino a 24 ore. La regola riguarda l’orario settimanale del rapporto, non una media ricavata a posteriori dal singolo trimestre.
Per organizzare l’assistenza e l’orario concordato è utile confrontare anche la guida sull’orario di lavoro della badante e quella sulle ore settimanali della badante.
Badante convivente e non convivente: cosa rileva per i contributi
La convivenza incide sull’organizzazione della prestazione e sulle componenti retributive, ma non crea da sola una fascia contributiva autonoma. Per la non convivente il punto di partenza è normalmente l’orario e la retribuzione; per la convivente vanno considerati anche vitto e alloggio quando spettano, perché possono rilevare nella retribuzione utile. Per approfondire la configurazione, consulta i contributi della badante convivente.
In entrambi i casi la soglia 24/25 ore resta da verificare. La convivenza non permette di ignorare le ore o di applicare automaticamente l’importo di un’altra badante. Consulta la guida su vitto e alloggio nel lavoro domestico.
Variazione dell’orario e ore aggiuntive
Quando il bisogno assistenziale aumenta, possono aumentare le ore della badante. Se la variazione è stabile, può modificare sia il costo sia il criterio contributivo, soprattutto nel passaggio da 24 a 25 ore o oltre. Prima del pagamento trimestrale verifica che i dati del rapporto e l’avviso pagoPA siano coerenti: l’INPS consente di aggiornare elementi come l’orario e di ottenere un nuovo avviso con importo rideterminato.
- Registra ore contrattuali e ore ulteriori, distinguendo l’esigenza occasionale dal nuovo assetto stabile.
- Verifica se la variazione deve essere comunicata e se incide sulla soglia delle 24 ore.
- Controlla retribuzione, cedolino e contributi: le ore aggiuntive non sono un importo “extra” separato dalle regole del rapporto.
- Prima di pagare, controlla l’avviso aggiornato e conserva la ricevuta.
La guida alla variazione dell’orario nel lavoro domestico aiuta a orientarsi nell’adempimento; in presenza di turni irregolari o di un caso non univoco è prudente verificare la situazione concreta.
Badante a tempo determinato
Un contratto a termine può servire per un’esigenza temporanea di assistenza o per sostituire una lavoratrice assente. La circolare INPS 2026 indica un contributo addizionale dell’1,40% della retribuzione imponibile, a carico del datore, con esclusioni di legge tra cui la sostituzione di lavoratrice assente.
Motivo, durata e condizioni del contratto vanno verificati prima del calcolo. Il contributo addizionale è distinto dalla quota CUAF e dalla normale ripartizione datore/lavoratrice.
Scadenze trimestrali dei contributi
I versamenti avvengono dal 1° al 10 aprile per il primo trimestre, dal 1° al 10 luglio per il secondo, dal 1° al 10 ottobre per il terzo e dal 1° al 10 gennaio dell’anno successivo per il quarto. Se l’ultimo giorno utile è domenica o festivo, il termine slitta al primo giorno successivo non festivo.
L’INPS invia o rende disponibile l’avviso pagoPA con importo, scadenza e istruzioni. Dal portale si può generare l’avviso, pagare online e consultare la ricevuta. Un versamento tardivo o omesso può comportare sanzioni: controlla i dati della badante prima di confermare il pagamento.
Contributi, costo della badante, TFR e tredicesima
Contributi
Versamenti previdenziali INPS; il datore versa anche l’eventuale quota trattenuta alla lavoratrice.
Retribuzione
Compenso dovuto per l’assistenza prestata, distinto sia dal totale dell’avviso sia dal costo annuo.
Tredicesima
Mensilità aggiuntiva che matura secondo il rapporto; non è un contributo, ma può rilevare nella retribuzione utile.
TFR
Competenza che matura nel tempo e che non coincide né con lo stipendio né con i contributi INPS.
Per stimare la spesa della famiglia servono tutte le voci, oltre a ferie e maggiorazioni eventualmente dovute. Per un quadro del costo complessivo consulta quanto costa una badante nel 2026; per il TFR è disponibile la guida al TFR nel lavoro domestico.
Tre esempi prudenti per la badante
1. Badante non convivente, 18 ore settimanali
L’orario è fino a 24 ore. Si ricostruisce la retribuzione oraria effettiva, inclusi gli elementi contributivi pertinenti, e si individua la fascia INPS 2026. Il contributo orario della fascia scelta si applica alle ore retribuite del trimestre, distinguendo le quote.
2. Badante con 30 ore settimanali
Il rapporto è oltre 24 ore. Si applica il contributo orario della tabella INPS per almeno 25 ore a tutte le ore retribuite. Il fatto che la badante sia convivente o non convivente non autorizza a usare la fascia fino a 24 ore: vanno comunque verificati contratto e retribuzione.
3. Aumento stabile da 20 a 26 ore
La variazione supera la soglia. Occorre aggiornare i dati del rapporto e controllare il nuovo avviso prima della scadenza; dal nuovo assetto non va applicato per abitudine il criterio usato quando l’orario era di 20 ore. Se l’aumento è sporadico o alternato, il caso richiede una verifica prudente.
Stima il costo della badante
Il simulatore aiuta a separare retribuzione, contributi, tredicesima, TFR e costo annuo complessivo.
Vai al simulatoreDomande frequenti
I contributi INPS della badante sono obbligatori?
Sì. Per un rapporto regolare di assistenza domestica il datore deve versare all’INPS i contributi dovuti. Il totale comprende la quota del datore e, quando prevista, quella della badante trattenuta dalla retribuzione.
Chi versa i contributi della badante?
Il datore di lavoro domestico esegue il versamento all’INPS. Trattiene dalla busta paga la quota che resta a carico della badante e versa l’importo complessivo indicato dall’avviso di pagamento.
Come funzionano le fasce contributive fino a 24 ore?
Fino a 24 ore settimanali il contributo orario dipende dalla fascia INPS della retribuzione oraria effettiva. Per scegliere la fascia occorre ricostruire correttamente la retribuzione utile ai fini contributivi, non soltanto la paga oraria base.
Cosa cambia da 25 ore settimanali?
Da 25 ore settimanali si applica il contributo orario previsto dalla tabella INPS per gli orari oltre 24 ore, per tutte le ore retribuite. Non si applicano le tre fasce collegate alla retribuzione oraria effettiva previste fino a 24 ore.
La convivenza cambia automaticamente la regola contributiva?
No. Convivenza e non convivenza incidono su organizzazione del lavoro e, quando previsto, su elementi della retribuzione come vitto e alloggio. Il criterio contributivo resta da individuare con orario settimanale, retribuzione effettiva e tabella INPS applicabile.
Le ore aggiuntive della badante richiedono una verifica contributiva?
Sì, soprattutto se l’aumento diventa stabile o porta l’orario da 24 a 25 ore o oltre. Prima della scadenza è opportuno aggiornare i dati del rapporto e verificare il nuovo avviso pagoPA; per situazioni occasionali o irregolari va valutato il caso concreto.
Quando si pagano i contributi della badante?
I versamenti sono trimestrali: dal 1° al 10 aprile, luglio e ottobre, e dal 1° al 10 gennaio. Se l’ultimo giorno utile è domenica o festivo, la scadenza slitta al primo giorno successivo non festivo.
Contributi, tredicesima e TFR sono la stessa voce?
No. I contributi sono versamenti previdenziali all’INPS; la tredicesima è una mensilità aggiuntiva e il TFR è una competenza che matura nel rapporto. Per calcolare il costo della badante vanno considerate come voci distinte.
Fonti e verifica
- INPS — Circolare n. 9 del 3 febbraio 2026
- INPS — Pagamento dei contributi al lavoratore domestico
- INPS — Contributi e agevolazioni fiscali per chi assume un lavoratore domestico
Autore: Marco Amerighi, Consulente del lavoro abilitato
Aggiornato il: 16 agosto 2026