Retribuzione minima colf 2026

Guida pratica per individuare il minimo contrattuale corretto della colf e capire quanto costa davvero il rapporto.

Introduzione

La retribuzione minima della colf è la soglia economica prevista dal contratto collettivo per il livello applicato e per la configurazione concreta del rapporto. Non esiste quindi un solo importo valido per tutte le colf: prima si individuano le mansioni e l'inquadramento, poi si consulta la tabella retributiva corretta.

Per il 2026 la tabella dei minimi ha decorrenza dal 1° gennaio. Questa guida serve a leggere i valori contrattuali della colf senza confonderli con la paga effettivamente concordata, con lo stipendio mensile percepito o con il costo totale della famiglia.

In sintesi

Indice della guida

Che cosa significa retribuzione minima della colf

Il CCNL individua i minimi retributivi nelle tabelle allegate. Il valore applicabile è la base contrattuale del rapporto: non è un'offerta facoltativa, non è una stima del netto e non include automaticamente tutte le voci che concorrono al costo della famiglia.

Un riferimento contrattuale, non un importo unico

La retribuzione minima cambia con il livello e, quando rilevante, con la tipologia di rapporto. Per una colf non convivente il riferimento è normalmente il valore orario della tabella C; per capire come si legge nella pratica, consulta la paga oraria della colf. Per una colf convivente la tabella A riporta invece valori mensili; la loro lettura dal punto di vista della lavoratrice è approfondita nello stipendio mensile della colf.

Livello e inquadramento: il punto da verificare prima dell'importo

Il livello deve descrivere le mansioni reali. L'articolo 9 del CCNL colloca, ad esempio, al livello A gli addetti che svolgono mansioni esecutive sotto diretto controllo del datore; al livello B chi svolge le proprie mansioni con specifica competenza. Per il livello C il CCNL individua il profilo del cuoco, caratterizzato da specifiche conoscenze tecniche, autonomia e responsabilità.

La lettera di assunzione deve indicare livello, mansione, convivenza, orario e retribuzione pattuita. Per questo non è corretto scegliere prima l'importo e usare poi un livello più basso per farlo coincidere con il budget.

Minimi retributivi colf 2026: come leggere le tabelle

Colf non convivente: valori orari

LivelloMinimo orario 2026Indicazione contrattuale sintetica
A6,51 €Addetto alle pulizie
AS6,76 €Addetto alla compagnia: mera compagnia a persona adulta autosufficiente
B7,01 €Collaboratore familiare generico polifunzionale
C7,86 €Cuoco

Colf convivente: valori mensili

LivelloMinimo mensile 2026
A908,10 €
AS958,55 €
B983,16 €
C1.123,63 €

Le tabelle riportano minimi contrattuali. Il rapporto convivente presenta elementi propri, compresi vitto e alloggio secondo le condizioni applicabili: questi aspetti non trasformano il minimo tabellare nel costo complessivo del rapporto.

Minimo contrattuale, paga concordata e costo della famiglia

Il minimo contrattuale è la soglia da rispettare. La retribuzione pattuita può essere superiore, per accordo individuale, ma il corretto livello rimane il punto di partenza. L'articolo 34 del CCNL distingue inoltre, nella retribuzione, minimo contrattuale, eventuali scatti di anzianità, eventuale compenso sostitutivo di vitto e alloggio ed eventuale superminimo.

Il costo per la famiglia è un concetto diverso: comprende anche le voci che maturano e gli oneri del rapporto. Quando la domanda è quale importo offrire in concreto, consulta la guida su come definire una paga per la colf.

Esempio di lettura del minimo

Colf non convivente addetta alle pulizie della casa, livello A
La famiglia verifica che la lavoratrice svolga esclusivamente mansioni di pulizia della casa, compatibili con il profilo contrattuale del livello A e sotto diretto controllo del datore secondo il CCNL. Nella tabella 2026, il minimo orario è 6,51 €. L'esempio mostra come leggere la soglia contrattuale: non indica il netto della lavoratrice, non calcola contributi e non sostituisce la verifica delle condizioni reali del rapporto.

Quando i minimi cambiano

L'articolo 38 del CCNL prevede la variazione periodica dei minimi retributivi e dei valori convenzionali di vitto e alloggio. I valori determinati con questo meccanismo decorrono dal 1° gennaio di ciascun anno, salvo diversa previsione delle parti. Per il 2026 il Ministero del Lavoro pubblica la tabella aggiornata con decorrenza dal 1° gennaio.

Fonti e riferimenti

Autore e aggiornamento

Contenuto a cura di Marco Amerighi — consulente del lavoro abilitato.

Aggiornato il 12 agosto 2026.

Nota informativa

Questo contenuto è informativo. Il trattamento concreto dipende dalle caratteristiche del rapporto e dalla disciplina vigente applicabile.

Domande frequenti

Che cosa indica la retribuzione minima della colf?

È la soglia contrattuale riferita al livello e alla configurazione del rapporto. Non coincide né con il costo complessivo della famiglia né con il netto percepito.

Come si individua il minimo corretto?

Si parte dalle mansioni effettive, dal livello previsto dal CCNL e dalla configurazione convivente o non convivente quando pertinente.

Quali sono i minimi orari 2026 per una colf non convivente?

La tabella ministeriale 2026 indica 6,51 euro per A, 6,76 per AS, 7,01 per B e 7,86 per C.

La famiglia può concordare una paga superiore al minimo?

Sì. Il minimo è una soglia contrattuale; una retribuzione individuale può essere superiore, purché il livello resti corretto.

Il minimo comprende contributi, ferie, tredicesima e TFR?

No. Sono elementi distinti da considerare nella lettura complessiva del rapporto e del suo costo.

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