Assunzione di un lavoratore domestico: guida 2026

Il percorso per assumere correttamente colf, badante o babysitter, definendo il rapporto prima dell'inizio dell'attività.

Assumere nel lavoro domestico: da dove partire

Assumere una colf, una badante o una babysitter non significa soltanto accordarsi su giorni e compenso. Prima che il lavoro inizi, la famiglia deve costruire un rapporto coerente con le attività realmente richieste, con l'organizzazione della casa e con le regole del lavoro domestico. Le scelte iniziali incidono sul contratto, sulla comunicazione all'INPS e sulla gestione successiva di retribuzione, contributi, ferie e competenze di fine rapporto.

La procedura di base è comune ai rapporti di lavoro domestico. Non esiste una procedura normativa separata solo perché il profilo è chiamato “colf”, “badante” o “babysitter”. Cambiano invece i dati da definire: mansioni, livello, orario, presenza o meno della convivenza, retribuzione e data di inizio. Per questo una buona assunzione parte dal lavoro concreto da svolgere, non da un'etichetta generica.

Questa guida è l'hub del percorso: riassume le decisioni da prendere nell'ordine corretto e rimanda alle guide specialistiche per documenti, contratto, comunicazione INPS e lavoratore straniero. Non sostituisce la valutazione del singolo rapporto, soprattutto quando ci sono assistenza alla persona, convivenza, minori o profili di immigrazione.

In sintesi

  1. Definire le mansioni effettive.
  2. Individuare il livello coerente con le mansioni.
  3. Stabilire orario, distribuzione delle ore e convivenza se prevista.
  4. Concordare la retribuzione nel rispetto dei minimi applicabili.
  5. Raccogliere e verificare i documenti necessari.
  6. Predisporre contratto o lettera di assunzione.
  7. Comunicare l'assunzione all'INPS prima dell'inizio del rapporto.
  8. Avviare il lavoro con condizioni chiare e documentate.
  9. Gestire con continuità retribuzione, contributi, assenze e variazioni.

Indice della guida

Chi può assumere un lavoratore domestico

Nel lavoro domestico il datore di lavoro è normalmente la persona o la famiglia che riceve la prestazione nel proprio ambito domestico: per esempio per pulizia, cura della casa, assistenza a una persona o cura dei bambini. Il rapporto è quindi diverso da una comune assunzione aziendale, ma richiede comunque che il datore identifichi con precisione chi lavorerà, dove, per quali attività e a quali condizioni.

Prima di procedere è utile individuare chi sarà il datore indicato nella documentazione e chi seguirà operativamente il rapporto. Questa chiarezza è importante quando più familiari partecipano all'organizzazione dell'assistenza: la gestione pratica può essere condivisa, ma il rapporto di lavoro deve restare definito in modo comprensibile per entrambe le parti.

L'assunzione non va confusa con il semplice reperimento di una persona disponibile. Prima dell'inizio del lavoro occorre trasformare le esigenze familiari in mansioni, orario e condizioni contrattuali verificabili.

Chi può essere assunto nel lavoro domestico

Il lavoro domestico comprende, quando il rapporto rientra nel relativo ambito, attività di cura della casa, assistenza alla persona, cura dei bambini e altri compiti collegati alle esigenze della famiglia. Colf, badante e babysitter sono descrizioni utili per capire la funzione generale, ma non sostituiscono la verifica delle mansioni effettive e del corretto inquadramento.

Una colf può svolgere attività legate alla casa; una badante presta normalmente assistenza alla persona; una babysitter si occupa della cura dei bambini. Nella pratica, però, il contratto deve descrivere ciò che viene realmente richiesto. Se sono previste attività diverse o maggiore autonomia, la valutazione del livello e dell'organizzazione del rapporto deve seguire il lavoro concreto.

Profilo Funzione generale Elementi da definire Possibili differenze organizzative
Colf Cura e organizzazione della casa. Mansioni, livello, giorni e ore, retribuzione. Rapporto a ore, distribuzione variabile delle attività, eventuale convivenza.
Badante Assistenza alla persona e supporto nella vita quotidiana. Bisogni dell'assistito, mansioni, livello, orario, riposi. Convivenza, assistenza continuativa, organizzazione della sostituzione.
Babysitter Cura dei bambini nell'ambito familiare. Età e bisogni dei bambini, orario, mansioni e autonomia. Fasce orarie, accompagnamenti e gestione delle esigenze familiari.

La procedura di assunzione resta quella del lavoro domestico; non è corretto dedurre automaticamente livello, paga o orario dal solo profilo indicato.

Prima dell'assunzione: definire il rapporto

La fase più importante precede la raccolta dei documenti e l'invio della comunicazione. La famiglia deve tradurre il bisogno concreto in informazioni contrattuali chiare. Iniziare da una formula generica, come “serve una badante” o “serve una colf per qualche ora”, può portare a scegliere un livello o un orario non coerente con il lavoro reale.

Mansioni e livello

Le mansioni sono il punto di partenza: pulizia e organizzazione della casa, assistenza a una persona, sorveglianza dei bambini, preparazione dei pasti, accompagnamenti o altre attività devono essere chiarite prima. Il livello dipende dalle mansioni effettive, dall'autonomia richiesta e, per l'assistenza, dalle condizioni della persona assistita. La guida sui livelli di colf e badante aiuta a leggere il quadro contrattuale; la scelta finale non dovrebbe essere basata soltanto sul nome del profilo.

Orario, distribuzione delle ore e convivenza

Non è sufficiente indicare un numero complessivo di ore. Vanno concordati giorni, fasce orarie, eventuali pause, riposi e modalità con cui le ore sono distribuite. Per rapporti parziali o articolati è utile considerare le regole sull'orario part-time di colf e badante. Se il lavoratore vive presso la famiglia o l'assistito, la convivenza modifica l'organizzazione quotidiana e richiede attenzione a presenza, riposi e condizioni abitative.

Retribuzione e data di inizio

La retribuzione deve essere definita con riferimento al livello applicabile e alla struttura del rapporto. Il compenso concordato non va confuso con il costo complessivo sostenuto dalla famiglia, né con un importo scelto senza considerare i minimi contrattuali. Per approfondire si possono consultare le guide sulla retribuzione minima della colf e sulla retribuzione minima della badante.

La data di inizio deve essere certa prima di formalizzare il rapporto: è un elemento della lettera di assunzione e determina il termine della comunicazione preventiva. Se una condizione è ancora incerta, è preferibile chiarirla prima dell'avvio anziché correggere in seguito un rapporto già iniziato.

Quali documenti servono

I documenti da controllare dipendono dalla situazione del lavoratore e dal tipo di rapporto. In via generale, prima dell'assunzione la famiglia deve poter identificare correttamente il lavoratore, verificarne il codice fiscale e raccogliere i dati necessari per contratto e comunicazione. Per cittadini stranieri, lavoratori minorenni o altre situazioni particolari possono essere richieste verifiche ulteriori.

Non è utile raccogliere dati in modo indistinto: è più sicuro verificare quali elementi sono necessari nel caso concreto, conservarli con attenzione e non sostituire i controlli necessari con informazioni ricevute solo verbalmente. La checklist completa è nella guida ai documenti per assumere colf e badante; per il solo codice fiscale è disponibile anche l'approfondimento dedicato al codice fiscale del lavoratore domestico.

Contratto e lettera di assunzione

Il contratto individuale, o lettera di assunzione, serve a rendere leggibile il patto fra datore e lavoratore. Deve descrivere il rapporto reale, non essere un modulo generico compilato dopo l'inizio dell'attività. Il CCNL richiama la necessità di indicare le condizioni rilevanti e di scambiare la lettera firmata tra le parti.

Prima della firma dovrebbero risultare chiare almeno le mansioni, il livello, la data di inizio, l'orario e la sua distribuzione, la retribuzione, l'eventuale convivenza, il luogo di lavoro, il riposo, l'eventuale periodo di prova e la durata del rapporto se non è a tempo indeterminato. Anche le variazioni non meramente occasionali meritano di essere concordate e rese comprensibili.

Il contratto non sostituisce la comunicazione obbligatoria all'INPS: sono due adempimenti collegati ma distinti. Per elementi, esempi ed errori da evitare, consulta la guida sul contratto di lavoro domestico.

Comunicazione dell'assunzione all'INPS

Nel lavoro domestico la comunicazione di assunzione deve essere inviata all'INPS entro le ore 24 del giorno precedente, anche se festivo, a quello di instaurazione del rapporto. Il principio è semplice: il rapporto va comunicato prima che il lavoratore inizi a svolgere l'attività, non quando il primo periodo di lavoro è già trascorso.

La comunicazione è dovuta anche se il rapporto è breve, discontinuo, in prova o riguarda un lavoratore straniero. La procedura è telematica e riguarda il datore di lavoro; la Core non sostituisce le istruzioni operative del servizio INPS, che possono cambiare nei dettagli. Per preparare i dati e seguire il passaggio operativo, consulta la guida alla comunicazione di assunzione INPS per colf e badante.

La data di inizio, il contratto e la comunicazione preventiva devono essere coerenti fra loro. Far iniziare il lavoro “in prova” senza comunicazione non elimina l'obbligo di formalizzazione.

Tempo indeterminato, tempo determinato e periodo di prova

La durata del rapporto

Un rapporto a tempo indeterminato è in genere coerente con un fabbisogno stabile della famiglia. Un rapporto a tempo determinato può essere utilizzato quando ricorrono i presupposti previsti dalla normativa e dal CCNL, per esempio in alcune esigenze temporanee o sostitutive. Il termine non dovrebbe essere impiegato come formula generica quando il bisogno è continuativo: occorre descrivere correttamente durata e ragione del rapporto, rispettando le condizioni applicabili.

Il CCNL prevede regole specifiche per l'assunzione a termine, comprese la forma scritta e l'indicazione delle fattispecie giustificatrici nei casi richiesti. Una guida generale come questa non sostituisce la verifica della singola causale, della durata e di eventuali proroghe.

Il periodo di prova

Il periodo di prova serve a consentire a entrambe le parti di verificare l'effettiva corrispondenza fra accordo e lavoro svolto. Non è un rapporto informale: deve essere previsto correttamente per iscritto, il lavoro prestato è retribuito e la comunicazione all'INPS resta necessaria. Le regole del CCNL non prevedono una durata unica per tutti i rapporti: variano in base alle caratteristiche dell'inquadramento e della convivenza. Per questo è opportuno riportare la clausola solo dopo aver definito correttamente il rapporto.

Assumere un lavoratore domestico straniero

L'assunzione di un lavoratore straniero richiede una distinzione iniziale fondamentale. Per un cittadino extra UE già residente in Italia, la famiglia deve verificare il titolo di soggiorno che abilita al lavoro e seguire la comunicazione preventiva all'INPS. Nei casi di permesso in rinnovo o di condizioni particolari, la documentazione va verificata con prudenza.

Se la persona risiede all'estero e non è ancora entrata in Italia, la procedura non coincide con una normale assunzione di chi è già regolarmente presente nel Paese: possono entrare in gioco decreto Flussi, domanda di nulla osta e Sportello Unico per l'Immigrazione. Non è corretto trattare i due casi come equivalenti o iniziare il rapporto sulla base di presupposti non verificati.

Per il percorso documentale e le distinzioni da valutare, consulta la guida sull'assunzione del lavoratore domestico straniero. Nei casi individuali è prudente verificare le fonti istituzionali aggiornate o richiedere assistenza qualificata.

Assunzione convivente e non convivente

La convivenza non crea una procedura di assunzione completamente diversa, ma cambia aspetti importanti dell'organizzazione del rapporto. Occorre definire con maggiore precisione tempi di lavoro, riposi, presenza nella casa, sistemazione e confini fra disponibilità e attività lavorativa. Per il lavoratore non convivente, invece, l'attenzione è spesso concentrata sulla distribuzione delle ore, sugli spostamenti e sui giorni effettivi di lavoro. Per una configurazione di colf a ore, la guida su come assumere una colf non convivente approfondisce orario, contratto e costo. Per la configurazione convivente, la guida su come assumere una colf convivente approfondisce gli elementi specifici del rapporto.

La convivenza non determina automaticamente il livello e non consente di lasciare indeterminati orario o mansioni. Quando vitto e alloggio sono pertinenti, hanno rilievo nella gestione del rapporto: il relativo approfondimento è dedicato al valore convenzionale di vitto e alloggio. La scelta deve seguire il bisogno reale della famiglia e della persona assistita.

Assunzione per sostituzione

Una sostituzione temporanea può essere necessaria, ad esempio, quando la lavoratrice titolare è assente per ferie, malattia, maternità o infortunio. La sostituta ha un rapporto proprio: mansioni, livello, orario, retribuzione, data di inizio e fine devono essere definiti per lei, senza utilizzare automaticamente le condizioni o i contributi della titolare.

La causa dell'assenza resta di competenza delle guide su ferie, malattia, maternità e infortunio. Per l'organizzazione di una copertura temporanea, il riferimento pertinente è la guida sulla badante sostitutiva.

Cosa succede dopo l'assunzione

L'invio della comunicazione non conclude il percorso: avvia la gestione ordinaria del rapporto. Il datore deve registrare correttamente il lavoro svolto, corrispondere la retribuzione secondo gli accordi e mantenere aggiornate le informazioni quando intervengono variazioni reali di orario, mansioni, convivenza o altre condizioni.

Nel corso del rapporto maturano e si gestiscono istituti diversi, ciascuno con proprie regole. I contributi del lavoro domestico non coincidono con la retribuzione; le ferie richiedono pianificazione; la tredicesima e il TFR nel lavoro domestico maturano secondo la disciplina applicabile. Se il rapporto cambia, occorre valutare come formalizzare la variazione; se termina, la gestione passa alla guida sulla cessazione del rapporto di colf e badante.

Tenere separate le fasi aiuta a evitare errori: l'assunzione definisce e avvia il rapporto; contributi, ferie, retribuzione e competenze finali sono adempimenti successivi, da gestire nei rispettivi tempi. La famiglia non dovrebbe attendere la fine del rapporto per ricostruire informazioni che potevano essere registrate fin dall'inizio.

Esempi pratici: il percorso decisionale

Colf non convivente

Una famiglia ha bisogno di pulizia e cura ordinaria della casa in giorni prestabiliti. Prima dell'assunzione definisce le attività effettive, individua il livello coerente, concorda giorni e fasce orarie, verifica la retribuzione applicabile e raccoglie i documenti. Inserisce questi elementi nella lettera di assunzione e invia la comunicazione INPS prima dell'inizio. Non sceglie il livello soltanto perché la lavoratrice è chiamata “colf”.

Badante convivente

Una persona necessita di assistenza quotidiana e la famiglia valuta un rapporto convivente. Prima di assumere chiarisce i bisogni dell'assistito, le mansioni, il grado di autonomia richiesto, l'organizzazione delle presenze e dei riposi, la sistemazione e gli aspetti di vitto e alloggio pertinenti. Solo dopo definisce livello, retribuzione, lettera e comunicazione preventiva. Se la titolare sarà assente, la famiglia pianifica separatamente un'eventuale sostituzione.

Babysitter

Due genitori hanno bisogno di una babysitter in alcune fasce orarie collegate alla scuola e al lavoro. Definiscono con precisione cura dei bambini, eventuali accompagnamenti, orari, giorni, modalità di comunicazione delle variazioni e retribuzione. Il rapporto viene poi formalizzato e comunicato all'INPS prima dell'avvio. La procedura è quella del lavoro domestico: ciò che cambia è l'organizzazione concreta delle mansioni e dell'orario.

Errori frequenti e checklist finale

Errori da evitare

Checklist finale

Per una lista operativa più dettagliata resta disponibile la checklist per assumere colf e badante.

Domande frequenti

Come si assume un lavoratore domestico?

Prima dell'inizio del lavoro bisogna definire mansioni, livello, orario, convivenza se prevista, retribuzione e data di avvio; raccogliere i documenti, predisporre il contratto o la lettera di assunzione e inviare la comunicazione preventiva all'INPS.

Quando va comunicata l'assunzione all'INPS?

La comunicazione di assunzione del lavoratore domestico va inviata all'INPS entro le ore 24 del giorno precedente, anche se festivo, a quello di instaurazione del rapporto.

Quali documenti servono per assumere colf, badante o babysitter?

I documenti dipendono dal caso concreto. In via generale occorre verificare identità e codice fiscale del lavoratore e raccogliere le informazioni necessarie per il rapporto; per cittadini stranieri, minori o altri casi particolari possono servire ulteriori verifiche.

Serve un contratto scritto per il lavoro domestico?

Il contratto individuale o lettera di assunzione deve rendere chiare le condizioni del rapporto, come mansioni, livello, orario, retribuzione, convivenza, data di inizio, eventuale prova e durata. Non sostituisce la comunicazione preventiva all'INPS.

Come si sceglie il livello del lavoratore domestico?

Il livello va individuato partendo dalle mansioni effettive, dal grado di autonomia e, per l'assistenza alla persona, dalle esigenze concrete dell'assistito. Il solo nome colf, badante o babysitter non è sufficiente.

Si può assumere un lavoratore domestico a tempo determinato?

Il rapporto può essere a tempo indeterminato o, quando ricorrono i presupposti previsti dalla normativa e dal CCNL, a tempo determinato. Il contratto a termine richiede una definizione corretta e non va usato come formula generica per un fabbisogno stabile.

È previsto un periodo di prova?

Il periodo di prova può essere previsto secondo le regole del CCNL applicabile. Deve risultare correttamente per iscritto e la durata dipende dalle caratteristiche del rapporto, compreso il regime di convivenza e l'inquadramento.

Come si assume un lavoratore domestico straniero?

Occorre distinguere fra cittadino extra UE già regolarmente residente in Italia e persona residente all'estero. Nel primo caso va verificato il titolo che abilita al lavoro; nel secondo si applica una procedura diversa collegata, quando prevista, al decreto Flussi e allo Sportello Unico per l'Immigrazione.

La procedura cambia tra colf, badante e babysitter?

La procedura di base è quella del lavoro domestico. Le differenze dipendono soprattutto da mansioni, livello, orario, convivenza e organizzazione concreta del rapporto, non dal solo nome del profilo.

Fonti e riferimenti

Autore e aggiornamento

Contenuto curato da Marco Amerighi, Consulente del lavoro abilitato.

Ultimo aggiornamento: 15 agosto 2026.

Nota informativa

Questa guida ha finalità informative e aiuta a ordinare le decisioni iniziali del rapporto domestico. Non sostituisce la verifica del CCNL, delle istruzioni INPS o una consulenza riferita al caso concreto, in particolare per lavoratori stranieri, convivenza, assistenza complessa, contratti a termine e variazioni del rapporto.

Guide per approfondire